La Montagna che cura: cereali, pane e semi tra medicina popolare e moderna naturopatia

Posted by on mar 10, 2017 in Blog | 0 comments

Nel nostro immaginario, ripensando al passato e all’agricoltura di sussistenza dei “nostri vecchi” , difficilmente ci viene da associare la coltivazione di cereali e altri semi con la cura.

Molti non sanno infatti, che oltre all’utilizzo primario per la sussistenza, cereali come frumcerealiento, segale e mais e semi come quelli di lino (giusto per citare i più comuni) venivano utilizzati anche per la cura delle affezioni più disparate, con usi interni ed esterni, in particolar modo contro i mali da raffreddamento, come antinfiammatori locali e per uso veterinario.
Non solo, essi erano elementi rituali e magico-religiosi che,
nelle valli alpine, rappresentavano un aspetto della cura tutt’altro che secondario.

L’Associazione e Centro di Ricerca Natura di Luce, nel suo sforzo di interpretazione e ponte di collegamento tra passato e presente, ha cercato di comprenderne la ragione di utilizzo nella medicina popolare, interpretandoli secondo le cosiddette “Qualità” di Ippocrate: caldo-fredde-secche-umide.
Decodificando l’antica terminologia utilizzata è stato così possibile recuper
are un maggior dettaglio di informazioni e anche ridare maggiore “dignità” agli stessi rimedi, spesso a torto avvolti da un’aura di mistero o pregiudizio.
Unendo il recupero di tali conoscenze con la moderna naturopatia, si desidera quindi reinterpretare e attualizzare al massimo tali saperi, affinché non solo non vengano perduti, ma diventino anzi occasione per rivalutare territori marginali come quelli di montagna.
In questo ambito si inserisce il progetto M.A.S.K.A. dell’Università di Torino, che indaga il processo di riconversione delle “terre marginali” in aree produttive, rendendo possibile il riutilizzo di terre incolte e riattivando sia la filiera economica sia quella culturale e territoriale.

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